I segreti della Pentasfera

Il web è diviso su come dovrebbe essere costruita una Pentasfera e una Genesa. Alcuni sostengono che gli incroci devono essere perfetti, che i rivetti sono meglio dei dadi, che la Pentasfera deve avere un’equatore… discussioni che io ritengo inutili. Avrei potuto dedicare altre pagine per spiegare e rispondere in maniera più approfondita, ma ritengo che tutto quello che ho scritto fino a qui, sia sufficiente per capire che certe prese di posizione sono solo atteggiamenti bambineschi per affermare la qualità migliore del proprio “prodotto”. La vera domanda è: siamo proprio sicuri sia un prodotto e non una profonda ricerca, prima di sé stessi e a seguire di tutto il resto? Già nelle prime pagine sottolineavo la differenza tra Mastri Costruttori e semplici “commercianti”. Non è nelle mie intenzioni, quindi, chiudere quest’opera con una polemica, lascerò a voi lettori trarre le conclusioni, fornendovi ancora uno spunto di riflessione, che ho trovato tra le pagine web:, scritto da Cristiano Tenca, autore del libro “Parole Magiche”, e condivido in pieno il suo contenuto:

Costruttivamente parlando, una perfetta Pentasfera non sarebbe realizzabile in natura, poiché il materiale che la comporrebbe dovrebbe avere spessore zero. Le intersezioni non sarebbero sovrapposte, ma coesistenti e che si compenetrino nello stesso spazio immaginario. La traduzione del progetto archetipo verso un modello materiale ha così generato dei compromessi costruttivi. Ogni materiale esistente in natura, anche il più sottile, possiede infatti uno spessore che nell’assemblaggio e nell’accostamento dei singoli componenti modifica ciascuno dei sei cerchi, rendendo la struttura meno perfettamente circolare e sferica. Ne consegue che incrociare le stecche in maniera alternata, come diversi fanno, facendole cioè passare una volta sotto e una volta sopra, risulterebbe la scelta costruttiva meno geometricamente perfetta e meno armonica, giacché lo ” zigzagare” dei cerchi non è di beneficio alla sfericità finale della struttura. Esistono almeno tre modi diversi di assemblare una Pentasfera, cioè di eseguire gli intrecci e la maniera migliore è sempre quella che dona alla struttura una maggiore sfericità. Nella sperimentazione pratica s’è peraltro notato che tutti i sistemi di assemblaggio sono validi e generano risultati buoni a prescindere. Riguardo alla scelta dei perni, rivetti o viti che bloccano le intersezioni, si consiglia di adottare innesti che non fuoriescono eccessivamente all’interno o all’esterno, onde evitare interferenze sui campi elettromagnetici a discapito della fluidità di scorrimento delle energie elettromagnetiche. Tuttavia questo accorgimento tiene conto, appunto, solo dei campi elettromagnetici e non di altre energie ipotizzate attorno a una Pentasfera, come campi energetici più sottili, più “Sacri”, attualmente non misurabili e che non si lasciano di certo ostacolare dalla forma della materia, da un rivetto o da un dado cieco. Per questa ragione chi si occupa della costruzione dovrà valutare nelle scelte dei materiali e componenti l’insieme dei fattori energetici, nel rispetto della migliore simmetria ottenibile e della maggiore perfezione realizzabile della sfera.

Non aver paura della perfezione: non la raggiungerai mai.”     Salvador Dalì

Tratto dal libro “I Segreti della Pentasfera” di Mauro Scalampa – edito da Lulu.com – cod ISBN 978-0-244-24066-0  Nov. 2019 

Creiazione di Pentasfere e dispositivi ad alta energia orgonica.