Le Rune

Origini

Le origine delle rune non sono certe.  È probabile che derivino da una scrittura appartenente al gruppo delle cinque principali varietà di alfabeto italico, derivato dall’alfabeto etrusco. Questa tesi fa risalire la vera origine delle rune alla colonizzazione greca dell’Italia meridionale in particolare alla città di Cuma, luogo di incontro tra greci ed etruschi dove questi ultimi appresero l’alfabeto. Importanti iscrizioni furono scoperte nell’area alpina e prealpina.   Scritture simili furono usate per il Leponzio, il Reticoe il Venetico; particolarmente simile all’alfabeto runico, e possibile esempio di passaggio tra l’etrusco e il runico, è l’alfabeto di Lugano (o di Como), particolarmente noto per la stele di Prestino.

Questa iscrizione è in un dialetto celtico, sebbene presenti possibili segni di un substrato pre-indeuropeo, probabilmente ligure-leponzio; è speculativo, ma non infondato, supporre che nell’Italia settentrionale dell’età del bronzo pre celtica fossero parlate lingue agglutinanti non indeuropee, magari collegabili con le lingue tirreniche come il Lemnio e l’Etrusco, o addirittura con alcune lingue anatoliche e mesopotamiche. Altri esempi simili sono riscontrabili anche per le popolazioni Retiche, che abitavano a est-nord est di quelle dell’area compresa tra il Lago di Como e il Lago Maggiore, la loro lingua era molto differente (più vicina all’etrusco e alle lingue tirreniche) ma esistevano, evidentemente, scambi commerciali, guerre (Como fu rasa al suolo dai retici in epoca storica e ricostruita in pianura dai romani) e contatti culturali.

Nel 2017, Elisa de Vaugüé, basandosi su una correlazione tra i grafemi osservati nelle arti rupestri della Valcamonica e studi genetici della civilizzazione camuna, ha dimostrato che le rune dell’alfabeto fenicio deriverebbero da un alfabeto camuno proto-celtico e proto-germanico.  Questa correlazione sarebbe spiegata con una migrazione, circa 5000 anni fa, verso l’Europa di alcune popolazioni della cultura di Unetice, come dimostrato dagli studi sulla cultura di Yamna.

In Italia le uniche iscrizioni runiche risalgono al tempo dei normanni e si trovano nel sud della penisola in particolare nel Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant’Angelo, in provincia di Foggia (Puglia).

Etimologia

Il sostantivo norreno rún, attestato nelle iscrizioni, indica i singoli segni del fuþark ed è conservato nelle altre lingue germaniche antiche con il significato di “segreto”, “mistero”; ancora, nella lingua tedesca, il verbo raunen significa “bisbigliare, sussurrare”. Le rune sono una delle più importanti istituzioni culturali e linguistiche comuni alle popolazioni germaniche. Va inoltre detto che le prime iscrizioni runiche (II e III secolo d.C.) sembrano mostrare una lingua essenzialmente unitaria, quasi senza particolarità dialettali che poi saranno i tratti distintivi delle lingue germaniche, dimostrando in questo modo che in questo periodo non era ancora avvenuta la seconda rotazione consonantica (zweite Lautverschiebung).

Caratteristiche dei segni

Il fuþark (pron. [fuθark]) prende il suo nome dalle prime sei rune di questo cosiddetto alfabeto; era inizialmente formato da 25 segni chiamati rune.  Si conoscono evoluzioni successive del fuþark, diverse per numero e forma delle rune.  La grafia delle singole rune, composte da linee rette, dipende dal fatto che spesso le incisioni erano effettuate su pietra, su legno od altre superfici dure a seconda del loro uso. L’inesistenza di tratti orizzontali è motivata dal fatto che nel primo periodo scrittorio i segni runici venivano incisi su legno: escludendo l’esecuzione di tratti orizzontali si evitava che i tratti coincidessero con le venature del tronco, evidentemente disposto orizzontalmente; in questo modo si evitavano possibili equivoci ed errori di lettura.


Runemal

è il corrispondente del nostro abecedario o grammatica di base, facente parte l’antica cultura nordica vichinga e celtica, collegata agli ancestrali miti e leggende


Le Varie Tradizioni

ELDER FUTHARK le Rune di Magiche Energie

Si pensa che sia la versione più antica di alfabeto runico e fu usato nelle regioni europee dove abitavano le popolazioni germaniche, inclusa la Scandinavia; probabilmente, le altre versioni, si sono sviluppate da questo. I nomi delle lettere sono in lingua germanica antica con la traduzione in inglese sotto. La più antica testimonianza di incisione con il Futhark Antico completa scoperta su pietra è la Kilver Stone, ritrovata in una fattoria  Stanga nel Gotland, Svezia.  L’incisione era rivolta verso l’interno della tomba forse come messaggio per il defunto. 

RUNE GOTICHE

Il gotico era la lingua delle popolazioni germaniche orientali. Esso era originariamente scritto utilizzando in alfabeto runico di cui si hanno poche notizie dovuto alle scarse prove tangibili ritrovate. Alcuni affermano che, l’alfabeto runico è stato creato dai Goti ma vi sono sufficienti prove per confermare questa teoria. Queste rune furono sostituite con un altro alfabeto creato dal vescovo Wulfila nel IV sec. d.C.

FUTHORC ANGLOSASSONE

L’alfabeto runico fu portato in Britannia intorno al V sec. d.C. probabilmente dagli Angli, dai Sassoni, dagli Juti e dai Frisi (chiamati collettivamente gli “Anglo-Sassoni”) le rune furono usate sino all’XI secolo. Le iscrizioni runiche in questo alfabeto, si trovano principalmente su gioielli, armi, pietre e altri oggetti. Pochi esempi di scrittura runica in forma di manoscritto sono giunti fino a noi.

FUTHORK GIOVANE o  “YOUNGER   FUTHORK”

Era l’alfabeto più diffuso in Scandinavia durante l’era vichinga, e si sviluppo sino alla sua forma più evoluta nell’800 d.C. Fu gradualmente e quasi completamente rimpiazzato da quello latino intorno al 1200 d.C., come risultato della conversione della Scandinavia al Cristianesimo. Tre versioni leggermente diverse da questo, si sono sviluppate in Danimarca, Svezia e Norvegia.

RUNE UNGHERESI

Le rune ungheresi (Székely Rovàsìràs, dove Rovas sta per rune mentre Skékely era il popolo che le utilizzava) discendono probabilmente dall’alfabeto runico turco (Kok Turki) usato in Asia Centrale: inoltre “Ro” in antico ungherese significa taglio, incisione, perciò Rovas significa incisioni. Furono usate dai Magiari Székler, abitanti della Transilvania, in Ungheria prima di Istvàn, il primo re cristiano dell’Ungheria, il quale ordinò che tutti i documenti di epoca precristiana venissero distrutti. Tuttavia nelle remote regioni della Transilvania, le rune, continuarono a essere usate sino al 1850. Le caratteristiche salienti di questo alfabeto sono: che era usato per scrivere in prevalenza su bastoncini in legno in stile bustrofedico (alternando cioè la direzione di scrittura, da destra a sinistra e viceversa), sebbene la direzione da destra a sinistra fosse la più usata; le rune includono lettere separate per ogni fonema ungherese e questo le rende più adatte a essere usate per scrivere la lingua ungherese rispetto all’alfabeto latino. Le parole erano separate da tre puntini verticali; le legature (le rune intrecciate) erano molto usate e spesso intere parole erano scritte con un simbolo unico; non esistevano maiuscole e le minuscole, spesso però l’iniziale di un nome proprio, veniva scritta un po’ più grande.

ALFABETO ORKHON RUNE SIBERIANE

I primi esempi di scrittura Turkic sono stati ritrovati nella valle del fiume Orkhon in Mongolia nel XIX secolo: essi sono datati VIII sec. d.C., e la scrittura è conosciuta come alfabeto Orkhon. Iscrizioni dello stesso periodo con alcune variazioni, sono state trovate nella valle del fiume Yenisei in Siberia, dove sono conosciute come Rune Yenisei o siberiane. Le rune siberiane si trovano incise su roccia spesso insieme a raffigurazioni umane o animali.

RUNE CIRTH

Lo scrittore J.R.R. Tolkien ha creato questo alfabeto per i suoi libri, ispirandosi all’alfabeto runico anglosassone e a quelli scandinavi. Nei suoi libri ha creato anche diverse lingue alle quali vengono associate queste rune; la pronuncia corretta è con la “c” dura (Kirth). Questo alfabeto viene utilizzato per scrivere in alcune delle lingue della “Terra di mezzo”: il “Quenya”, una delle lingue degli elfi, basata su finnico, greco e latino. Il Sindarin o Gnomish, la lingua degli elfi grigi di Sindar, creata ispirandosi al Gallese. Il Dwarvish, la lingua dei nani. Altri alfabeti runici sono stati recentemente creati per i giochi di ruolo o per la divinazione.

RUNE ARMANICHE

Sono state create dal viennese Guido von List, poeta, giornalista, scrittore e studioso di occultismo. Egli pubblica il libro “Das Geheimnis der Runen” (Il segreto delle Rune)in cui presenta un nuovo alfabeto runico elaborato in seguito ai suoi studi sugli antichi testi: l’Edda poetica contiene un particolare brano chiamato “Dissertazione sui canti magici”, strofe 146-163, in cui vi sono 18 canti che parlano di altrettante rune. Sono rune misteriose, non sono state decifrate con certezza ed è probabile che List abbia cercato di interpretarle traendo ispirazine per creare questa nuova sequenza runica. Nel 1908 fonda una società di studi e di diffusione delle sue teorie sull’Armanesimo, un’ideologia mitologica, culturale e razziale che, in seguito, in maniera purtroppo distorta, avrebbe influenzato notevolmente il pensiero nazista.  Le rune di questo sistema furono molto probabilmente la base su cui furono strutturate le elaborazioni simbolico-energetiche delle rune usate dai nazisti, caricate di connotazioni di controllo e potere che, ancora oggi, rendono le rune di questo sistema, alquanto sinistre.

 

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